La scadenza dei cosmetici

http://youtu.be/WM5U0_aZPIM

IMPARIAMO A CONOSCERE LE ETICHETTE DEI COSMETICI.

Scadenza cosmeticiImparare a conoscere il significato delle etichette impresse nelle confezioni dei cosmetici è fondamentale, per utilizzare al meglio il prodotto che state usando e proteggere  la vostra  pelle  da cosmetici scaduti o deteriorati.
L’indicazione della data di scadenza o del Pao è obbligatorio da parte dei produttori, che testano i prodotti in condizioni che variano per diversi mesi per capire le reazioni del cosmetico che poi verrà immesso nel mercato.

pao

Guardate attentamente questo simbolo, quante volte l’avete visto? Penso tantissime, ovvero tutte le volte che avete utilizzato un cosmetico che ha una scadenza superiore a 30 mesi.
Perchè viene indicato? Perchè una volta aperta la confezione gli elementi che possono contaminare un prodotto sono tanti, variandone anche colore e consistenza.
Questo simbolo da un’indicazione, se nel frattempo però notiamo qualche cambiamento sospetto nel prodotto ( consistenza, odore ect ect) cestianiamo il osmetico anche se la data di scadenza non è raggiunta.

Foto e

Cosa sta ad indicare? Indica che il produttore ha seguito le disposizioni legislative europee nel confezionamento del prodotto. Tali prodotti possono essere commercializzati In tutti gli stati dell’unione Europea.

Foto consumare preferibilmente entro

La clessidra ci indica che il prodotto che stiamo utilizzando deve essere consumato entro la data impressa nella confezione , questo simbolo lo troverete in tutti i cosmetici che hanno una durata inferiore ai 30 mesi

Foto leggere le avvertenze

Quando utilizziamo un prodotto che deve essere utilizzato con delle precauzioni, tale cosmetico deve riportare sulla confezione esterna, i dettagli di come utilizzarlo in lingua italiana. Quando le spiegazioni relative al prodotto richiedono molto spazio e per motivi logistici non possono essere riportate sulla confezione allora questo simbolo vi avvisa dell’esistenza di un bugiardino, un po’ come succede son i farmaci.

Articolo etichette riguardanti il riciclabile

Foto Imballaggi riciclabili o riciclati

i triangoli costituiti da frecce che si rincorrono nascono

La direttiva europea del 1983, impone ai produttori di inserire questo simbolo sulla confezione che sta ad indicare che   la confezione è riciclabile o fabbricata con materiale riciclato, anche solo in parte. I numeri presenti all’interno, da 1 a 6, indicano il tipo di plastica utilizzata secondo un codice prestabilito. Più spesso all’interno viene riportata la sigla del materiale.

Ecco l’elenco delle principali sigle per i materiali:

  •  AL è la sigla dell’alluminio, materiale poco usato in ambito cosmetico.
  • ACC indica che il contenitore è in acciaio.
  • CA specifica che si tratta di carta, accoppiata in genere a un film plastico.
  •  PC: policarbonato, è un tipo di plastica trasparente, brillante e resistente.
  • PE: polietilene, è una plastica, una delle più utilizzate e versatili. Generalmente è morbida.
  •  PET: polietilene tereftalato, un’altra plastica.
  • PP: polipropilene, altro tipo di plastica.
  •  PS: polistirene, sempre plastica.
  • PVC: polivinilcloruro, una plastica praticamente scomparsa dagli imballaggi perché ritenuta cancerogena in varie fasi della vita del prodotto, dalla produzione alla discarica o, peggio ancora, all’incenerimento dove, a causa del contenuto di cloro, facilmente sviluppa diossine.
  • VE indica che il contenitore è di vetro.

Simbolo invito al riciclaggio

Cestina in modo corretto l’imballaggio una volta finito

Simbolo certificazione biologica

Certificazione biologica: questo simbolo si riferisce a una delle certificazioni biologiche più diffuse in Italia per i cosmetici, quella Aiab- Icea. Questo simbolo garantisce il rispetto di una lista negativa di sostanze vietate, l’assenza di Ogm, di sperimentazione animale e di radiazioni ionizzanti, mentre certifica la presenza di prodotti agricoli e zootecnici primari da agricoltura biologica certificati. L’attenzione all’impatto ambientale dovuto agli imballaggi superflui o non riciclabili è un altro punto cardine, con la promozione dell’uso di materie prime rinnovabili, materiali riciclabili o collegati ad un sistema di restituzione dei vuoti. Questo è il marchio che la società di certificazione Ecocert destina ai cosmetici biologici. Per ottenerlo, il contenuto deve essere composto per il 95% del peso da ingredienti naturali o di origine naturale, mentre gli additivi di sintesi non devono superare il 5% in peso e sono selezionati da un disciplinare. Almeno il 95% in peso degli ingredienti vegetali deve provenire da coltivazioni biologiche. Complessivamente almeno il 10% del peso degli ingredienti totali deve provenire da coltivazioni biologiche.

Simboli certificazione Biologica

Certificazione biologica: sono i due marchi Bioagricoop. Il primo certifica che gli ingredienti possono essere esclusivamente di “origine naturale” e che gli ingredienti di origine agricola o da raccolta spontanea devono essere certificati. Il secondo certifica che gli ingredienti sono “naturali” e/o “di origine naturale”, fatta salva la deroga relativa a massimo un 5% di prodotti di origine sintetica ammessi.

Simbolo Certificazione Biodinamica

Certificazione Biodinamica: certifica che alcuni dei componenti vegetali sono stati prodotti attraverso agricoltura biodinamica. Un metodo più complesso e quasi mistico rispetto alla semplice coltivazione biologica che prende l’avvio dall’antroposofia di Rudolph Steiner.

Simbolo Non testato sugli animali

Non testato su animali: p

Cruelty-free è un prodotto che aderisce allo Standard internazionale “Non Testato su Animali”. Lo Standard si riferisce sia al prodotto finito che agli ingredienti. “Non Testato su Animali” significa sicuramente che il prodotto finito non è mai stato testato,

L’azienda deve essere in grado di provare questa affermazione assumendosene la responsabilità.

Simbolo Ecolabel

è il marchio che la Comunità europea concede ai prodotti a basso impatto ambientale. Si considerano tutte le fasi della vita del prodotto: dalle materie prime, al costo ambientale della produzione, fino al confezionamento e alla riciclabilità. I criteri per l’assegnazione di questo simbolo in ambito cosmetico sono stati definiti solo nel 2007 per quanto riguarda  saponi, shampoo e balsami.

Simbolo commercio equo e solidale

Fairtrade-TransFair è un consorzio senza scopo di lucro costituito da organismi che lavorano nella cooperazione internazionale, nella solidarietà, nella finanza etica e nel Commercio Equo e Solidale. È nato nel 1996 come associazione per diffondere nella grande distribuzione questo genere di prodotti. Fairtrade-TransFair Italia fa parte di FLO (Fairtrade Labelling Organisations International), il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia, insieme ad altri sedici marchi che operano in Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone. Garantisce che i prodotti con il suo simbolo sono stati lavorati senza causare sfruttamento e povertà nel sud del mondo e sono stati acquistati secondo i criteri del Commercio Equo e Solidale, cioè garantendo il giusto salario ai lavoratori, il pagamento anticipato della merce ed eventualmente il finanziamento di progetti di sviluppo sociale. Il risultato è stato l’avvio di un vero e proprio sistema di controllo e certificazione al quale si deve assoggettare ogni operatore della filiera, fino alla confezione marchiata. Tutte le organizzazioni nazionali aderenti a FLO hanno aderito a un percorso che ha portato a una riorganizzazione complessiva per separare nettamente chi controlla da chi è controllato (produttori, importatori e aziende licenziatarie) e a unificare il marchio di garanzia in un unico logo “Fairtrade”, uguale per tutti e ben identificabile dal consumatore. Accanto a questo però sono poi fioriti altri simboli di consorzi locali che possono aver aderito al Fairtrade-TransFair, oppure no: meglio verificare.

Simbolo codice a barre

Codice a barre: immancabile su ogni prodotto, contiene una serie di informazioni per automatizzare le operazioni di carico, scarico, vendita e inventario dei prodotti, con indubbi vantaggi pratici. In Europa si utilizza il sistema EAN (European Article Numbering), composto da circa trenta barre verticali di spessore e distanza diversi, con alcuni numeri alla base. È proprio la distanza e lo spessore delle barre a fornire informazioni e anche le cifre hanno un significato ben preciso: le prime due si riferiscono alla nazionalità del produttore (80 è il numero dell’Italia); le altre cinque cifre vengono assegnate dalle singole ditte e si riferiscono ai prodotti; l’ultima cifra è

Articolo Sostanze nocive nei cosmetici
Come fare dunque per fare degli acquisti sicuri ed evitare di assorbire queste sostanze?

- Leggi sempre la lista degli ingredienti e preferisci i prodotti privi delle sostanze più dubbie.
- Fai particolare attenzione ai prodotti che rimangono a lungo a contatto con l’organismo, come le creme, rispetto ai prodotti che si risciacquano, come saponi e shampoo.
- Se usi molti cosmetici, evita in particolare i prodotti che contengono propylparaben e butylparaben, specialmente se sono creme che non si risciacquano.
- Evita l’uso non giustificato di prodotti che contengono filtri UV (ma non scordarli mai se ti esponi al sole).
- Presta particolare attenzione ai prodotti per i bambini e le donne in gravidanza: sono due categorie più sensibili agli effetti degli interferenti endocrini.
- Non lasciarti incantare da slogan di scarso significato, come “naturale”, “non allergenico”, “clinicamente testato” e simili: per scegliere basati solo della lista ingredienti riportata sulla confezione, che dà le uniche indicazioni che posso essere utili.

Gli ingredienti e tutte le informazioni utili all’uso del prodotto devono essere indicate obbligatoriamente in base all’INCI (International Nomenclature for Cosmetic Ingredients), ente unico per tutti i paesi della UE, ma se la confezione non lo consente per struttura o per dimensioni deve essere messa in un foglio separato contenuto all’interno della confezione o ‘legato’ in qualsiasi modo. In questo caso trovate il simbolo di un libro aperto stilizzato e una mano (sempre stilizzata) con l’indice come a tenere la pagina. Questo indica che all’interno (o in allegato) è disponibile il foglio informativo completo.

Altro simbolo che deve comparire è l’indicazione di riciclo o meno del packaging (la confezione). Se trovate il simbolo didue frecce (una bianca e una nera) racchiuse in un cerchio che si intersecano tra loro è il simbolo della conformità alle regole della raccolta differenziata, chiamato anche Punto Verde (originariamente è verde e bianco nato in Germania) in caso contrario trovate il simbolo stilizzato della figura di un uomo/donna che butta qualcosa in un cestino. Significa che quella confezione deve essere gettata nell’indifferenziata. E’ anche in uso il simbolo di un triangolo composto da tre frecce usato tanto in passato.Simboli sulle confezioni dei cosmetici

Se il prodotto è differenziabile, cioè segue le specifiche delCONAI, il COnsorzio NAzionale per gli Imballaggi, hail Punto Verde, che è obbligatorio per quei prodotti che vengono anche commercializzati fuori dall’Italia, e spesso è associato ad altri simboli che indicano esattamente il tipo di materiale con un simbolo che può essere un triangolo composto da frecce o un cerchio che contiene una sigla significativa per l’indicazione del materiale come per esempio V o VE è il vetro (a volte le fialette), PET/PE-HD/PE-LD/PVC/PS/O (Other) sono le varie plastiche, polistirolo incluso (le confezioni in tubo di plastica, confezioni dei prodotti per i capelli o delle creme, etc etc). Esiste anche il simbolo dell’esagono che è però più spesso legato ai metalli come l’alluminio e l’acciaio che poco vengono usati in cosmesi, ma potreste trovare anche questo usato al posto del triangolo.
Non è un simbolo ma sappiate che sempre ci deve essere l’indicazione del nome del produttore o di chi lo commercializza con anche l’indirizzo completo, questo anche sui campioni.

  • In etichetta gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente: più ce n’è, più in alto è l’indicazione; quelli presenti in maggior quantità, che rappresentano circa il 90% del contenuto, si trovano nel primo terzo della lista, il resto rappresenta solo il 10%.
  •  Ci sono però alcuni ingredienti che presentano un maggiore rischio di reazione, per esempio profumi o conservanti.  Si consiglia di applicare dapprima una piccola dose di prodotto, per verificare la reazione della pelle, soprattutto per le pelli più sensibili.

I rischi di scadenza diminuiscono nei prodotti in cui aumenta il contenuto alcolico (ad es. nei profumi).

La scadenza una volta aperto il prodotto

La stabilità dei componenti e la presenza di  conservanti (ad esempio vitamina E) dà la scadenza, un esempio: i solari di Lancaster sono gli unici che hanno una scadenza del 50% o del 100%  più lunga delle altre marche, questo non perchè ci sia tanto conservante ma perchè le formulazioni sono molto stabili grazie anche a brevetti come la Biomelanina.

I componenti:

Sono per legge sempre  indicati in maniera standardizzata (Codici INCI=International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) in funzione della percentuale presente in ordine decrescente ma non c’è obbligatorietà a dichiarare la percentuale  per non farsi copiare il prodotto.

Alcuni prodotti molto piccoli come le matite, hanno una speciale etichetta da aprire in 2 o hanno un bigliettino allegabile o l’espositore del trucco porta una scheda consultabile da chiunque con i componenti.

A proposito di Vitamina E, la sua presenza viene spesso pubblicizzata su prodotti economici ma in realtà l’allora Ministro della Sanità Onorevole De Lorenzo negli anni ’80, con apposita circolare ne raccomandò la presenza assieme a filtri solari in quasi tutti i prodotti cosmetici, quindi emulsione acqua-olio, vitamina E, filtro solare e qualche additivo sono il minimo consentito che ci possa essere in una crema, se si pubblicizza uno di questi componenti, a pensar male  è presumibile che il prodotto proprio  non contenga nient’altro in percentuale rilevante.

E’ risaputo che un prodotto economico è impossibile che possa avere qualità e quantità elevate.

Leggenda Metropolitana: il Butyrospermum Parkii presente ad esempio nel Labello, non è sperma di porco come si sente dire ma è il nome del codice  INCI del Burro di Karitè.

Eventuali fattori allergeni

Ogni prodotto per legge riporta il “Codice INCI” che riporta i componenti in ordine decrescente di percentuale presente ma non riporta la quantità, attenzione in via teorica perciò si potrebbe avere un prodotto fatto esclusivamente di acqua e olio (emulsione) con solo tracce di qualche principio attivo e in passato ricordiamo il tempo di Mucca Pazza dove erano stati ritirati dei prodotti dal mercato poichè contenevano Midollo di Bue (shampoo capelli) ma un noto marchio molto economico non ha subito sequestri perchè in effetti la presenza era trascurabile, prossima a zero nonostante la dicitura a tutta etichetta “Midollo di Bue”. Prodotti molto economici non danno garanzie a riguardo ma il vero vantaggio per il consumatore è il poter confrontare la lista con la lista dei propri fattori allergeni.

E’  responsabilità del cliente verificare  la propria lista dei fattori allergeni con il codice INCI

La quantità del contenuto

E’ garantita da una e che precede la quantità ed è standardizzata in modo da avere più possibilità di confronto.

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La provenienza: dovrebbe essere  indicato il produttore e la nazionalità (Made in Italy) ma a volte è indicato il distributore, l’importatore o la multinazionale che lo produce però il codice a barre  indica nelle prime 2 cifre la nazionalità (l’Italia è 80) e capiterà di trovare 2 profumi apparentemente identici ma dal codice a barre diverso, magari uno è fatto nello stabilimento di Parigi e un altro nello stabilimento della stessa multinazionale in Polonia con specifiche magari un po’ meno restrittive.Scadenza cosmetici

scadenza

paoSecondo la legge Italiana (direttiva 2003/15/CE dell’11 marzo 2005)i cosmetici che hanno l’obbligo di mostrare la data di scadenza sono tutti quelli che hanno una durata inferiore ai 30 mesi. Per tutti i cosmetici che hanno una durata superiore a 30 mesi c’è l’obbligo di imprimere sulla confezione il simbolo PAO , questa norma è stata fatta per favorire le aziende che hanno canali di distribuzione molto complessi, per cui il prodotto prima che arriva al consumatore deve a volte fare giri lunghissimi.

Come capire  se il cosmetico che state utilizzando è scaduto o alterato nelle sue condizioni originarie?

Ci sono tanti elementi che vi possono mettere in allarme, vediamo insieme quali sono.

Per i fondotinta liquidi vedrete che il composto si presenta a fasi separate, pigiando l’erogatore da cui fuoriesce il prodotto vedrete uscire una parte liquida e poi il prodotto, ciò significa che le parti di cui è composto si sono deteriorate slegandosi tra di esse.

Nel caso di prodotti in crema,vi consiglio sempre cosmetici in tubetto, con dispenser o erogatore, non quelli in vasetto perché il solo fatto di immergere le dita all’interno del prodotto per prelevarlo è già motivo di contaminazione.

Se poi il vostro prodotto preferito è in vasetto allora vi consiglio di acquistare una spatolina ( se non è in dotazione ) per prelevare il prodotto dalla confezione. Lavate accuratamente le mani prima di utilizzare qualsiasi prodotto e disinfettate sempre la spatolina dopo il suo utilizzo.

Per gli smaltivi accorgete che è scaduto perchè il prodotto non si stende in maniera uniforme sulle vostre unghia.

In generale, i prodotti che non possono essere più utilizzati hanno cattivo odore, dubbiosa consistenza, il ph si potrebbe essere alterato e non vanno assolutamente utilizzati in quanto potrebbero causare rossori, rigonfiamenti dermatiti sparse.

Conservazione
smglam-acrylic-corner organiserI cosmetici in generale non vanno tenuti in ambienti umidi (tipo il bagno), non vanno esposti alla luce diretta del sole ne naturale ne artificiale, ma vanno tenuti in ambienti freschi e asciutti, l’ideale è conservarli in trousse o appositi cassettini
Uno degli errori più grossolani è quello di diluire con acqua un prodotto che è diventato secco, in quanto l’acqua è vita e dove c’è  vita si possono annidare germi e batteri.

Data di produzione, PAO e data di scadenza.
La data di produzione indica il periodo in cui il prodotto viene fabbricato e messo in commercio, purtroppo questa data spesso nelle confezioni dei cosmetici viene omessa.

PAO è il simbolo che ritroviamo sulle confezioni, quando il prodotto ha una data di scadenza superiore a 30 mesi.

La data di scadenza indica il periodo dopo il quale un cosmetico non può essere più utilizzato, questa data varia a secondo gli ingredienti di cui è composto un prodotto. Questa data la ritroviamo in tutti i cosmetici che hanno una data di scadenza inferiore ai 30 mesi.

scadenza cosmeticiVediamo in sintesi la data di scadenza dei cosmetici che abitualmente utilizziamo:

  • Prodotti in polvere (fard, ombretti, ciprie, fondotinta, ecc) La durata varia da 1 a 3 anni, sono sicuramente i prodotti più sicuri, perchè non venendo a contatto con l’acqua, il rischio di contaminazione è ridotto e la durata del prodotto è notevolmente più lunga.
    Nel caso di ombretti che possono essere utilizzati sia da asciutto che da bagnato ( Wet e Dry) non spruzzare mai l’acqua o il fissante direttamente sull’ombretto, ma preleva il prodotto con il pennello e poi spruzza il fissante sul pennello intriso di ombretto. Conservati in modo corretto possono essere utilizzati anche oltre la data di scadenza.
    Quando cestinarli? Se vedete che un ombretto compatto ( il quale non ha subito urti e non è caduto a terra) si spacca o se sulla superficie si crea una patina e il prodotto non si riesce più a prelevare come quando acquistato.
  • Ombretti in crema e stick. La durata come quella dei rossetti varia dai 6 ai 12 mesi,anche per questi prodotti vige la regola di non toccarli con le mani ma prelevarli con l’apposito pennellino o spatolina.
  • Matita occhi e labbra: La durata è di circa 1 anno, questi cosmetici quando li utilizziamo entrano a contatto con delle mucose quindi sono di facile contaminazione. In questo periodo cosa fare per conservarle al meglio? Quotidianamente dopo averle utilizzate disinfettatele e tenetele ben chiuse nei loro tappini.
  • Rossetti e gloss: La durata varia da 6 ai 12 mesi, un occhio di riguardo alla conservazione di questi prodotti, che devono essere tenuti a riparo da polvere o fonti di calore per evitare il processo di ossidazione.
    I rossetti di norma non andrebbero applicati direttamente sulle labbra, ma prelevati con l’apposito pennellino ( che va disinfettato e lavato dopo ogni applicazione) per i gloss è più difficile visto che sono dotati di un pennellino apposito che va a chiudere la confezione, in questo caso bisogna stare attente ed osservare nel tempo la consistenza del prodotto, controllare che non si modifichi l’odore e il sapore.
    La casa cosmetica a marchio Cargo ha inventato per il gloss un astuccio con un contatore che vi segnala ancora per quanto potete usare il gloss.
    Che aspetto ha un rossetto scaduto? Può cambaire odore, la scrivenza può diventare pastosa e sullo stick si possono formare macchiette scure o goccioline.
  • Mascara e eyeliner liquido: La durata varia da 3 a 6 mesi, questo è uno dei prodotti a cui si deve prestare davvero tanta attenzione, in quanto un’allergia agli occhi non è una cosa semplice da risolvere. Tenete sempre ben chiusi i vostri mascara e se non siete make up artist non compratene una quantità infinita.
    Se invece non sapete resistere alla tentazione di acquistarli, non li aprite tutti contemporaneamente ma aspettate che il prodotto che è già aperto da più tempo sia finito. Vi consiglio vivamente di non andare oltre la data di scadenza. Per conservarli al meglio dopo ogni applicazione pulite e disinfettate lo scovolino.
    Quando devono essere eliminati? Quando si formano grumi sulle ciglia.
  • Prodotti naturali/biologici: La durata varia d 3a 6 mesi,la durata è breve in quanto non contengono conservanti che sono i componenti che allungano la durata di un prodotto.
  • Creme, solari , fondotinta e latte detergente: La durata varia dai 6 ai 12 mesi. Questa categoria di prodotti hanno una percentuale di acqua altissima quindi non devono essere assolutamente usati dopo la data di scadenza. Le creme o i fondotinta in vasetto hanno una durata inferiore dei 12 mesi in quanto sono esposti maggiormente alla luce sia naturale che artificiale.
    Un errore comune è quello di usare i solari dell’anno precedente.
  • Pennelli: Se conservati e puliti correttamente possono durare veramente a lungo,
    L’importante è lasciarli asciugare a testa in giù e conservarli in un ambiente asciutto e non umido, in quanto l’umidità aumenta la presenza di batteri e funghi.
    Quando è il momento di cestinarli? Quando le setole diventano dure o si staccano facilmente.
  • Spugnette: La durata varia da 1 a 2 mesi, vanno lavate accuratamente ogni giorno e vanno cestinate quando ingialliscono o anneriscono.
  • Prodotti per la pulizia del viso: La durata può arrivare fino a tre anni, soprattutto se non contengono alcol. Bisogna solo osservare se nell’arco di tutto questo tempo non ci sono modifiche nella consistenza e nel colore.
  • Lozione per il corpo. La durata può estendersi fino ad un anno, data nella quale l’olio idratante contenuto nel flacone comincia a slegarsi dalla lozione stessa. Questo è un aspetto indicativo che ci avvisa che la crema è scaduta, un altro elemento che ci fa capire che il prodotto è scaduta è l’odore di acido che emana il prodotto.

Come tenere a mente la data di apertura di tutti i cosmetici che utilizzate?
Semplicemente scrivendolo sulla confezione stessa, in questo modo sarete sicure di non utilizzare il cosmetico dopo la scadenza.

Perchè un prodotto è più caro rispetto ad un altro?
Il prezzo fa la differenza?
Le materie prime di un prodotto di bellezza in genere incidono solo per il 10% sul prezzo, la differenza di prezzo dipende dal marchio, da quando l’azienda spende per il marketing e dal packaging.

Spero che l’articolo sia stato utile, mi raccomando non sottovalutate la scadenza dei cosmetici e cercate di scrivere sulle confezioni la data di apertura.

Guarda il video tutorial

Alla prossima.

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Informazioni su Tiziana

mi chiamo Tiziana Ciotta, vivo in Sicilia e mi sono laureta in Scienze dell’Educazione nel 2007. Sono Sposata e ho una meravigliosa bimba di tre anni. La mia passione per il make up nasce da quando mio padre, con gli occhi incerti mi guardava se mettevo un filo di gloss. Nel tempo ho avuto la possibilità di frequentare diversi corsi di Make up artist e avere la conferma che tuttò ciò che è colorato, scintillante, avvolgente mi travolge.

21 pensieri su “La scadenza dei cosmetici

  1. ma dai… non lo sapevo che i cosmetici non dovrebbero essere tenuti in bagno… corro subito a toglierli… io li avevo proprio li’.

  2. Qualche tempo fa su yt mi sono guardata il tuo video relativo alla scadenza dei cosmetici. Mi si è aperto un mondo!!! Ignorante io, non mi andavo mai a guardare le scadenze. Non ti dico quanti ne ho dovuti buttare scaduti da moooolto tempo :( Mai più acquisti folli se un prodotto non lo utilizzo davvero e spesso.

    • Sono contenta che ti abbia dato delle utili informazioni, a breve farò il tutorial sulle etichette dei cosmetici, molto importante anche questo. Quindi non perderlo.
      Un bacio

  3. Molto utile l’informazione del PAO non la sapevo e probabilmente alcuni cosmetici li ho buttati via erroneamente perchè non avevo visto la solita dicitura della scadenza.

    • Ti consiglio di scrivere sulla confezione del prodotto che usi la data in cui apri il prodotto, così sarai sicura di non utilizzare un cosmetico scaduto o buttare un cosmetico che potevi ancora utilizzare. Rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.
      Un bacio

  4. ciao! guarda…io fin ora ho davvero dato poca importanza al cosiddetto Pao ,ma è vero…è una cosa basilare! perchè ci fa impressione mangiare qualcosa di scaduto e non il fatto di metterlo sulla nostra pelle?!? in effetti io ho prodotti quasi tutti nuovi…ho iniziato da poco a truccarmi ” seriamente!” prima a parte la matita,un fondo e un mascara non tenevo nulla! adesso il mio arsenale nn entra più da nessuna parte! comunque la cosa più difficile da smaltire secondo me ,e anche quella che per questo poi rischia di scadere ,sono i rossetti! non immagino cosa farei se avessi un MAC e scoprissi che è scaduto! ahahaha ! per ora nn posso comprarlo,quindi mi risparmio questo dolore! baciii!

  5. Interessante questo articolo! non sapevo che non si potessero tenere in bagno, ma all’interno di un beauty case vanno bene? io li ho cosi ma in bagno, per averli a portata di mano…

    • Visto che sono contenuti in un beauty, quindi lo puoi trasportare dove vuoi, non tenerlo in bagno ma in un cassetto della tua camera o in altro posto. Quando poi ti servono li porti in bagno per il tuo make up.

  6. Pingback: La scadenza dei cosmetici (video)Edonè makeup

  7. grazie per tutte queste informazioni, su alcuni prodotti in effetti avevo dei dubbi! per le creme viso sono molto attenta ma non sono così precisa con tutto! ottimo consiglio quello di scrivere la data di apertura!

  8. I cosmetici non vanno tenuti in bagno? :O Ma io li tengo quasi tutti nell’armadietto del bagno….grazie per l’informazione non ne sapevo nulla

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